Da Jerez a Olvera: un’altra Andalusia tra Via Verde, pueblos blancos e cammini
A circa 100 chilometri da Jerez de la Frontera c’è un’altra Andalusia. Quella delle montagne, degli uliveti, dei pueblos blancos, delle vecchie ferrovie e dei cammini da percorrere lentamente.
Olvera è una delle destinazioni che consiglio a chi soggiorna a Jerez de La Frontera e vuole dedicare un paio di giorni alla Sierra de Cádiz.
Si raggiunge in poco più di un’ora di automobile e può diventare la base per un soggiorno molto più interessante di una semplice visita al paese.
Da qui si può camminare sulla Via Verde de la Sierra, seguire un tratto della Vía Serrana Jacobea, percorrere il Camino de la Frontera, raggiungere a piedi il Santuario de Nuestra Señora de los Remedios e poi tornare in paese per conoscere la gastronomia locale.
E c’è anche la possibilità di dormire in una vecchia stazione ferroviaria o addirittura in un vagone ferroviario.
- Da Jerez de la Frontera a Olvera:informazioni utili
- La Via Verde de la Sierra: una ferrovia che non ha mai visto passare un treno
- Partenza via verde: la vecchia stazione di Olvera
- Dormire in una vecchia stazione ferroviaria
- Il Peñón de Zaframagón e i grifoni
- Olvera e i Cammini di Santiago
- Il Camino de la Frontera
- Il Passaporto dei Cammini Naturali e delle Vías Verdes
- Dal paese al Santuario de Nuestra Señora de los Remedios
- Olvera, oltre i sentieri: cosa vedere
- La gastronomia di Olvera
- Dove mangiare a Olvera
- Dove dormire ad Olvera
- La mappa di Olvera: tenetela a portata di mano
- Una breve vacanza da Jerez a Olvera: il mio itinerario
- Perché consiglio Olvera a chi soggiorna a Jerez de la Frontera?
Da Jerez de la Frontera a Olvera:informazioni utili
Da Jerez de la Frontera a Olvera sono circa 98 chilometri su strada.
È quindi una destinazione perfetta per una piccola fuga da Jerez: si può partire il pomeriggio, arrivare in tempo per una passeggiata nel centro storico e avere davanti due giornate per camminare, visitare e mangiare.
Distanza Jerez de la Frontera – Olvera: circa 98 km su strada.
Via Verde de la Sierra: 36,5 km tra Olvera e Puerto Serrano.
Province: Cádiz e Sevilla.
Attività: trekking, cicloturismo e percorsi naturalistici.
Punto di partenza consigliato: Estación de Olvera.
Centro de Interpretación: accanto alla stazione di Olvera.
Peñón de Zaframagón: km 21 della Via Verde.
Alloggi: Tugasa Hotel Sierra y Cal, Estación de Olvera e appartamenti-vagone della Via Verde.
Da non perdere a Olvera: Iglesia de Nuestra Señora de la Encarnación, castello, Barrio de la Villa, Santuario de Nuestra Señora de los Remedios, Via Verde e gastronomia locale.
Prima di partire: controllate sempre gli aggiornamenti ufficiali della Fundación Vía Verde de la Sierra sulle condizioni del percorso e sugli eventuali tratti chiusi. Nel 2026 la Via Verde ha avuto riaperture progressive dopo i danni provocati dagli eventi meteorologici dell’inverno.
La Via Verde de la Sierra: una ferrovia che non ha mai visto passare un treno
La Via Verde de la Sierra è il motivo principale per cui suggerisco di inserire Olvera in un itinerario da Jerez de la Frontera.
Si tratta di un percorso nel quale il patrimonio ferroviario e quello naturale si incontrano continuamente, con un tracciato attrezzato e accessibile anche alle persone con disabilità, grazie a strutture e servizi pensati per rendere il percorso fruibile da tutti
Il tracciato segue un’antica ferrovia legata al progetto della linea Jerez-Almargen, che non entrò mai in servizio.
Oggi il tracciato è stato recuperato come Via Verde e percorre 36,5 chilometri tra Olvera e Puerto Serrano, attraversando il territorio della provincia di Cadice e quello della Sierra Sur de Sevilla.
È una storia curiosa: una ferrovia progettata per collegare territori che non ha mai visto passare un treno oggi permette di attraversare quegli stessi territori a piedi o in bicicletta.
Lungo il percorso si incontrano 30 tunnel, quattro viadotti e cinque antiche stazioni.
Il più lungo dei tunnel è quello del Castillo, nella zona di Coripe, che raggiunge quasi un chilometro.
Partenza via verde: la vecchia stazione di Olvera
Se arrivate da Jerez de la Frontera e soggiornate a Olvera, il punto più interessante da raggiungere è la vecchia stazione ferroviaria.
Si trova a circa un chilometro dal paese ed è diventata uno dei principali punti di accesso alla Via Verde.
Qui è possibile noleggiare biciclette e trovare servizi per chi vuole percorrere il tracciato. La stazione è stata recuperata come struttura ricettiva e dispone anche di ristorante.
Ma c’è una cosa che rende questo luogo ancora più interessante.
Dalla stazione non parte soltanto la Via Verde.
Qui arrivano e si incrociano anche alcuni degli itinerari a piedi che attraversano Olvera.
Per chi ama camminare, quindi, la stazione può diventare una vera porta d’ingresso alla Sierra.
Dormire in una vecchia stazione ferroviaria
Il recupero della Via Verde non riguarda soltanto il percorso.
Le vecchie stazioni sono state trasformate in strutture ricettive, permettendo ai camminatori e ai cicloturisti di dormire negli edifici che un tempo appartenevano alla ferrovia.
A Olvera la stazione è stata riqualificata come struttura ricettiva con sei camere doppie e ristorante con possibilità di noleggio biciclette e di usufruire di servizi di guida.
Proprio accanto alla stazione ci sono gli Apartamentos Vagones Vía Verde de la Sierra.
Sono quattro appartamenti ricavati in vagoni che riproducono i convogli ferroviari che avrebbero dovuto percorrere la linea Jerez-Almargen nel XIX secolo.
Ogni appartamento può ospitare fino a sei persone e il complesso dispone anche di piscina.
Per una famiglia, per un gruppo di amici o semplicemente per chi ama le sistemazioni insolite, è una possibilità da tenere in considerazione.
Il Centro de Interpretación della Via Verde
Accanto alla stazione si trova anche il Centro de Interpretación de la Vía Verde de la Sierra.
Io l’ho visitato prima di mettermi in cammino.
Il centro racconta la via attraverso pannelli, elementi interattivi e una proiezione in 4D. Il percorso espositivo segue idealmente la stessa Via Verde, presentando i paesi, i luoghi di interesse e le riserve naturali che si incontrano lungo il cammino.
È un modo per capire meglio ciò che si vedrà poi durante l’escursione.
Il Peñón de Zaframagón e i grifoni
Uno dei luoghi più interessanti della Via Verde è il Peñón de Zaframagón, riserva naturale che si trova lungo il percorso.
Qui vive una delle più importanti colonie nidificanti di buitres leonados, i grandi grifoni.
Il Centro de Interpretación y Observatorio Ornitológico di Zaframagón si trova al chilometro 21 della Via Verde e permette di conoscere la colonia attraverso un sistema di osservazione e videosorveglianza.
NOTA: se volete raggiungerlo da Olvera, è bene considerare che si tratta di un’escursione impegnativa se fatta andata e ritorno nella stessa giornata.


Olvera e i Cammini di Santiago
Questa è una delle caratteristiche meno conosciute di Olvera.
La vecchia stazione ferroviaria si trova infatti lungo un territorio attraversato da itinerari giacobei.
La Vía Serrana Jacobea collega il Campo de Gibraltar con Siviglia. Passa attraverso il Valle del Guadiaro, entra nella provincia di Málaga e rientra in quella di Cadice passando da Setenil de las Bodegas, Torre Alháquime e Olvera.
Da Olvera il percorso raggiunge la Via Verde e prosegue verso Siviglia, dove si collega alla Vía Augusta e successivamente alla Vía de la Plata, in direzione Santiago de Compostela.
Il tratto che attraversa Olvera inizia dall’Ermita de Los Remedios, passa per il paese e termina sulla Via Verde, dove il percorso si divide dalla traccia del Camino de la Frontera.
Per chi è interessato al Cammino di Santiago, quindi, Olvera offre una prospettiva diversa: non è soltanto un pueblo da visitare, ma una tappa di una rete di cammini che attraversano l’Andalusia.
Il Camino de la Frontera
Da Olvera passa il Camino de la Frontera, un altro itinerario giacobeo.
Il percorso parte dal paese, attraversa la Via Verde e prosegue verso la provincia di Siviglia.
Per chi non vuole affrontare un intero cammino di più giorni, anche in questo caso è possibile percorrerne soltanto un tratto.
È una delle possibilità che rendono Olvera interessante per chi cerca trekking in Andalusia e vuole unire l’escursione alla storia dei cammini verso Santiago.
Il Passaporto dei Cammini Naturali e delle Vías Verdes
Se siete appassionati di cammini, c’è anche un motivo in più per scegliere la Via Verde de la Sierra.
Fa parte del progetto del Pasaporte Caminos Naturales y Vías Verdes de España, che permette di raccogliere i timbri dei diversi itinerari aderenti.
È un’idea semplice ma simpatica, soprattutto se avete intenzione di percorrere altre Vías Verdes in Spagna.
E a Olvera potete anche unire questa esperienza alla credenziale del Cammino di Santiago, creando un weekend nel quale si incontrano due modi diversi di vivere il cammino.
Dal paese al Santuario de Nuestra Señora de los Remedios
Non bisogna però essere pellegrini per mettersi in cammino.
Uno dei percorsi più piacevoli da fare in questa località è quello che porta al Santuario de Nuestra Señora de los Remedios, patrona del paese.
Il percorso parte dal centro storico di Olvera e attraversa la campagna, passando anche dal Lavadero de Pino, luogo legato alla vita quotidiana della comunità.
La passeggiata permette di guardare Olvera da un’altra prospettiva: non più dalla collina, ma dall’esterno, immersa nel paesaggio degli uliveti.
Il Santuario è anche uno dei punti nei quali è possibile timbrare la credenziale del Cammino di Santiago.
Per la sezione dedicata a cosa vedere, lo imposterei come un piccolo percorso a piedi, partendo dalla parte più alta di Olvera e scendendo poi nel centro storico.


Olvera, oltre i sentieri: cosa vedere
Per visitare Olvera conviene cominciare dalla parte alta del paese, dove si concentrano alcuni dei suoi luoghi più interessanti. A dominare il panorama c’è il Castillo Árabe, una fortificazione di origine musulmana costruita nel XII secolo: salire sulla torre del homenaje richiede qualche gradino, ma la vista sulla Sierra de Cádiz ripaga ampiamente la fatica.
Accanto al castello si trova la Iglesia de Nuestra Señora de la Encarnación, con la sua imponente facciata neoclassica e le due torri che caratterizzano il profilo di Olvera. La chiesa, costruita tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, domina visivamente tutto il paese
Da qui vale la pena entrare nel Barrio de la Villa, il quartiere più antico, nato sul nucleo musulmano della città. Le stradine sono strette, ripide e spesso interrotte da piccoli slarghi; le case bianche, i balconi e i vasi di fiori fanno di questa parte di Olvera quella in cui è più piacevole camminare senza seguire un itinerario preciso.
Poco più in basso si incontra il Monumento al Sagrado Corazón, collocato su uno sperone roccioso e circondato da un piccolo giardino botanico: anche questo è un ottimo punto panoramico sulla campagna circostante.
Fuori dal centro, a pochi minuti in auto, si trova infine il Santuario de Nuestra Señora de los Remedios, dove è custodita la patrona di Olvera. Il santuario è immerso in un ambiente naturale tranquillo ed è legato a una delle tradizioni religiose più importanti del paese, quella del Lunes de Quasimodo, celebrato ogni anno il secondo lunedì dopo Pasqua. È una deviazione breve che consiglio di inserire nella visita, soprattutto se volete conoscere anche la storia e le tradizioni che fanno parte della vita di Olvera.


La gastronomia di Olvera
Dopo camminate e visite arriva il momento che, personalmente, considero altrettanto importante: mangiare.
La cucina di Olvera è quella della Sierra de Cádiz: olio d’oliva, prodotti dell’orto, carne, selvaggina e ricette nate dalla necessità di utilizzare quello che offriva il territorio.
Tra le specialità più conosciute c’è la Torta del Lunes de Quasimodo, legata alla festa che si celebra a Olvera il secondo lunedì dopo la domenica di Pasqua.
La tradizione è legata alla Virgen de los Remedios e a una storia di siccità e devozione popolare.
Ma c’è un’altra preparazione che consiglio di cercare.
Se scegliete di soggiornare al Tugasa Hotel Sierra y Cal, fermatevi a mangiare al suo ristorante Las Murallas e chiedete delle sopas pegás.
Il nome può trarre in inganno.
Sono una specialità della Sierra de Cádiz che sembra una tortilla, ma non contiene uova.
In Olvera vengono preparate con asparagi selvatici, aglio, olio d’oliva, acqua e pane raffermo. La cottura elimina l’acqua e il composto diventa compatto, assumendo proprio la forma di una tortilla.
È cucina povera nel senso migliore del termine: ingredienti semplici, nessuno spreco e un piatto che racconta la storia della gente della Sierra.
C’è anche un piccolo rito finale che mi piace molto.
Quando nel recipiente rimaneva poca sopa pegá, si aggiungeva ancora un po’ di olio d’oliva e si spezzettava il pane del giorno per raccogliere anche l’ultimo boccone.
Questo gesto viene chiamato bolo.
Il mio consiglio è semplice: se andate a Olvera, provatele.
Sono esattamente il tipo di piatto che cerco quando viaggio: non necessariamente quello più famoso, ma quello che racconta un luogo.
Ti propongo un paragrafo da inserire nella parte dedicata alla gastronomia di Olvera, mantenendo un taglio narrativo e concreto, adatto a Vieni a Jerez.


La sopa pegá, un piatto povero della Sierra
Tra le specialità da assaggiare a Olvera c’è la sopa pegá, non lasciatevi ingannare dal nome: non è una zuppa, ma una sorta di torta o frittata rustica preparata senza uova e senza patate, con pane raffermo, olio extravergine di oliva, aglio e asparagi selvatici.
Il pane, lasciato riposare per qualche giorno, viene spezzettato con le dita e poi cotto lentamente nell’olio insieme agli asparagi, fino a ottenere un impasto compatto, dorato all’esterno e ancora morbido all’interno.
Ad Olvera si possono assaggiare, ad esempio, alla Bodeguita Mi Pueblo, dove vengono tradizionalmente proposte soprattutto nei fine settimana dei mesi più freddi, accompagnate da due particolari salse, una alle olive condite e l’altra ai ravanelli.
La Torta del Lunes de Quasimodo
Se c’è un dolce che racconta la storia di Olvera, è la Torta del Lunes de Quasimodo.
La sua origine risale al 1715, quando una grave siccità colpì la zona. Il Comune decise allora di portare in paese, in processione, la Virgen de los Remedios, patrona di Olvera, dalla sua ermita fuori dal centro abitato. Quando, il 15 aprile, la Vergine venne riportata alla sua ermita, arrivò la pioggia. Da allora, il secondo lunedì dopo la domenica di Pasqua, gli abitanti di Olvera celebrano il Lunes de Quasimodo con una romería, un pelegrinaggio, durante la quale non manca questo dolce tradizionale.
La torta è preparata con olio extravergine di oliva della Sierra de Cádiz, zucchero, mandorle, matalahúva, sesamo e cannella, ingredienti che richiamano immediatamente i sapori della cucina andalusa. Un tempo veniva decorata anche con uova dipinte e portata alla romería.
Oggi non è più necessario aspettare il Lunedì di Quasimodo per assaggiarla: la Pastelería La Gloria di Olvera la prepara durante tutto l’anno, seguendo la ricetta tradizionale e, nella sua versione, senza aggiungere il limone.
È uno di quei dolci semplici che vale la pena provare proprio a Olvera, dove non è soltanto una specialità gastronomica, ma parte della memoria e delle tradizioni della città.
L’olio di Olvera: visita alla Cooperativa Los Remedios
A Olvera si può anche entrare nel mondo dell’olio visitando la Cooperativa Los Remedios-Picasat, una realtà nata nel 1959 dall’associazione degli olivicoltori locali e oggi una delle cooperative agroalimentari più importanti della zona.
La cooperativa produce il suo olio con il marchio Los Remedios, mentre alcune produzioni di qualità superiore vengono commercializzate con altri marchi, tra cui Dehesa Vieja e Oro Natura.
La visita al frantoio è interessante: si segue il percorso delle olive dalla loro entrata in frantoio alla molitura, alla centrifugazione, fino alla cura, al confezionamento e alla distribuzione dell’olio.
La cooperativa organizza inoltre visite agli oliveti e cata de aceite, (degustazioni) per imparare a riconoscere le caratteristiche di un buon olio di oliva virgen extra.
Dove mangiare a Olvera
A Olvera ci sono diverse possibilità per fermarsi a mangiare, dalla cucina più tradizionale alle proposte di tapeo contemporaneo.
El Corral del Pacheco, in Avenida Julián Besteiro, è una buona scelta se cercate qualcosa di diverso: accanto ai prodotti della cucina locale propone piatti come yakisoba, gyozas e tataki di tonno.
Per un ambiente più semplice e informale c’è la Taberna Juanito Gómez, un mesón tradizionale dove assaggiare tapas e piatti casalinghi, tra cui il famoso montadito de punta de solomillo.
Se preferite il tapeo creativo, La Tarara Neotaberna, in Plaza Andalucía, propone una cucina più attuale, con piatti come il taco di coda di toro e i calamari.
Infine, El Puerto de los Árbolitos, in Calle Cordel, è indicato per chi cerca una cucina casalinga legata ai sapori della Sierra de Cádiz, con guisos, carni alla brace e piatti da condividere in un ambiente senza troppe formalità.
Dove dormire ad Olvera
Per un weekend più comodo, una possibilità è il Tugasa Hotel Sierra y Cal.
Tugasa è la rete alberghiera della Diputación de Cádiz, nata per valorizzare l’offerta turistica dei piccoli centri dell’interno della provincia.
Il ristorante all’interno Las Murallas è aperto anche a chi non soggiorna in hotel e propone colazione, pranzo e cena.
Le sopas pegás fanno parte della proposta gastronomica del ristorante Las Murallas del Hotel Tugasa Sierra y Cal, insieme ad altre specialità locali come il solomillo relleno e le carni di caccia. Il ristorante propone inoltre un dessert preparato proprio con la famosa Torta de Quasimodo.
Se invece volete vivere la Via Verde in maniera più particolare, scegliete la vecchia stazione di Olvera oppure uno degli appartamenti-vagone.
In questo caso il pernottamento diventa parte stessa dell’esperienza.
La mappa di Olvera: tenetela a portata di mano
È particolarmente utile perché riunisce in un unico documento i principali punti di interesse e diversi percorsi: la stazione della Via Verde, il Centro de Interpretación, i vagoni, la Vía Serrana, il Camino de la Frontera, il Santuario de los Remedios e gli altri itinerari del territorio.
In pratica, vi permette di capire come collegare le diverse esperienze senza doverle considerare come escursioni separate.
Per un breve soggiorno è quello oche serve!
Una breve vacanza da Jerez a Olvera: il mio itinerario
Se dovessi organizzarlo per voi, lo imposterei così.
Jerez → Olvera
Partenza da Jerez nel pomeriggio.
Arrivo a Olvera e sistemazione al Tugasa Sierra y Cal oppure nella zona della vecchia stazione.
Passeggiata nel Barrio de la Villa.
Iglesia de Nuestra Señora de la Encarnación e castello.
Cena con cucina della Sierra.
Via Verde de la Sierra
Colazione e trasferimento alla vecchia stazione di Olvera.
Visita al Centro de Interpretación.
Poi partenza a piedi o in bicicletta sulla Via Verde.
Il percorso da scegliere dipende dal vostro allenamento.
Per una giornata tranquilla, potete semplicemente percorrere un tratto e tornare indietro.
Per chi è più allenato, si può arrivare verso il Peñón de Zaframagón.
Rientro a Olvera.
Santuario e Cammino
Passeggiata verso il Santuario de Nuestra Señora de los Remedios.
Per chi vuole continuare a camminare, possibilità di seguire un tratto della Vía Serrana Jacobea o del Camino de la Frontera.
Pranzo a Olvera.
Ultima passeggiata nel paese.
Rientro a Jerez.
Perché consiglio Olvera a chi soggiorna a Jerez de la Frontera?
Perché in poco più di un’ora si cambia completamente scenario.
Da Jerez de la Frontera e dal paesaggio dei d’intorni si arriva nella Sierra de Cádiz, tra montagne, uliveti e pueblos blancos.
Olvera permette di costruire un breve soggiorno senza dover scegliere tra natura, cultura e gastronomia.
- Potete camminare sulla Via Verde.
- Seguire un antico cammino verso Santiago.
- Raggiungere un santuario a piedi.
- Visitare una chiesa e un castello.
- Dormire in una vecchia stazione ferroviaria.
- Oppure in un vagone.
- Mangiare una sopa pegá.
- Assaggiare la Torta de Quasimodo.
Sono tutte esperienze diverse, ma appartengono allo stesso territorio.
Ed è proprio questo il tipo di viaggio che mi piace raccontare.
Quello in cui si conosce un luogo attraverso le sue strade, le sue persone, il cibo e il paesaggio.
Se stai organizzando un viaggio in Andalusia e vuoi andare oltre i percorsi più conosciuti, posso aiutarti a costruire un itinerario personalizzato, scegliendo dove andare, quanto fermarti e come vivere il territorio in base ai tuoi interessi
Oppure dai un’occhiata alla pagina Contatti se preferisci altre modalità.
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